24 dicembre 2014 ore 12.15
NATALE 2014 - Davanti al Presepio è qualcuno solo chi ha niente
24 dicembre 2014
ore 12.15
Ma davanti al Presepio, come nella taverna di Emmaus, è qualcuno solo chi ha niente. Gli può soltanto parlare uno che ha niente. Se uno fa gli affari su quelli che muoiono in trincea o in mare, non ha diritto di parlare. Se uno non ha fame e sete di giustizia per tutti i depredati, per tutti gli oppressi, non ha diritto di parlare.
Io non ho diritto di parlare. Il mio benessere mi oltraggia: il mio egoismo mi schiaffeggia [...] Voglio domandare al silenzio della notte, alla desolazione dei campi, alle lacrime dei poveri, dei perseguitati, degli orfani, delle vedove, al lamento dei feriti, al grido degli esuli e degli oppressi, ai morti di tutti i cimiteri vecchi e nuovi: ... la voce che sola ha diritto di parlare a Cristo.
[...] Suonano le campane della mia Chiesa. Che strano suono! Non sembrano neanche le mie campane. Ma io, le ho sentite ancora queste campane. Natale del '18: una foresta ai confini del Belgio. La stessa solitudine, lo stesso silenzio ... : all'improvviso, un suono di campane ... dopo tanti mesi di cannone.
Finalmente la pace in un suono di campane: tutta la stanchezza che cede, in un suono di campane: tutta la sospensione dei cuori, in un suono di campane; tutti i lutti, tutte le speranze in un suono di campane. 
[...] Non ho più nulla di mio. Dio mio, in questo momento, non ho che l'urlo delle sirene di allarme, lo scoppio delle mine, il sibilo dei siluri che squarciano le carene, il bagliore degli incendi, il pianto degli orfani, il lamento dei prigionieri, l'inguaribile nostalgia dei profughi, le croci di legno.
Sono un senza-patria anch'io, un senza-chiesa, un senza-casa: sono un disperso, un prigioniero, un morente: un gemito, un lembo d'umanità flagellata e percossa, una croce di legno.

Adesso ho diritto di parlarTi.

(P. Mazzolari)